sabato 4 giugno 2011

in classe parlando di tecnologia

Per l'ennesima volta tento di stimoalre un momento di riflessione in classe su qualunque cosa possa assomigliare ad un ragionamento.
Con molta fatica vinco l'indifferenza che si espande per tutta l'aula e una studentessa, si sbottona e afferma, alla mia domanda su come abbiano vissuto l'anno scolastico che sta per finire.
- "Troppe cose e per lo più inutili"
- "Per esempio" aggiungo io che nel frattempo cerco di stimolarli a parlare senza intervenire direttamente:
Riposta della studentessa:
-"Ad esempio a cosa mi serve conoscere il 'modus ponens', vivo lo stesso anche senza'.
- "Pensi che le cose che vale la pena conoscere siano solo quelle con una immediata utilità pratica ?"
Risposta senza esitazione: 'Si'.
Ecco è tutto qui, come potrebbe una generazione così concepire la tecnologia in modo diverso da 'cosa ci faccio ?' invece che 'quale sfida posso affrontare ed essere una persona migliore ?'
Pochi minuti prima eravamo in laboratorio e senza ritegno aspettando il disbrigo delle consuete operazioni burocratiche si erano messi a giocare in rete ad un gioco 'spara spara'.
Terminate le mie incombenze cerco con un tentativo di complicità di chiedere come avessero fatto ad installare il gioco e su dove girasse.
Poi gli dico che gli concedo ancora qualche minuto per sbaragliare gli avversari.
Quando chiedo di spegnere nessuno mi degna di uno sguardo.
Qualche minuto dopo spengo gli interruttori generali, e li invito a spostarsi in classe, dove per alcuni minuti ci osserviamo negli occhi in silenzio.
Si aspettano qualche sgridata o predicozzo che non arriva.
Invece viene la domanda con cui ho iniziato questo post e la risposta che vi ho detto.
Amen

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